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Posts Tagged ‘luna’

Moonlight

6 luglio 2011 2 commenti

E passai per il parco giochi, quello dietro casa sua. C’era una vecchia altalena scricchiolante nella brezza di quella notte al chiaro di luna. Gli scivoli arrugginiti dal tempo e dalle intemperie. Le lanterne con le luci gialle affievolite dallo sporco. Non c’era nessuno in giro tranne qualche ciclista che, con la dinamo, illuminava la strada avanti a si attraverso il parco. Mi acquattai dietro un cespuglio sotto casa sua. Abitava al primo piano. Iris era il suo nome. Lunghi capelli dorati ed occhi azzurri come l’acqua del lago accanto la cittadina. Uno sguardo che lasciava esterrefatti. Era impossibile resistergli. Aveva certi occhi da gatta, un corpo procace ed una chioma d’oro arruffata il cui sentore di donna faceva uscir di senno il più fedele degli uomini. L’attrazione inevitabile che esercitava sugli uomini era così ardente che non trascorreva giornata la quale non veniva corteggiata. Gettai un sassolino su per la finestra per farla scorgere, ma nulla. Dopo un pò un secondo, e poi un terzo. Quando la speranza di vederla mi stava pian piano abbandonando ad ogni lancio non corrisposto vidi aprire la finestra. Era lei. Una shirt bianca scollata con i capelli che le scendevano giù fin sopra l’ombelico. Mi alzai per farmi vedere e lei sorrise. Senza dirmi nulla calò la corda per farmi salire. Mi girai giusto un attimo per vedere se c’era qualche occhio indiscreto che sbirciava ed iniziai a scalare. Lei, intanto, rientrò. Salii senza far rumore, Iris non abitava sola. Nella stanza accanto la sua c’era suo fratello, ed in quella successiva i suoi genitori. Entrai in stanza, ritirai la corda e chiusa la finestra. C’era buio pesto e l’unica luce che mi faceva strada verso di lei erano i riflessi della luna. Non conoscevo la stanza e camminavo quasi gattoni per non calpestare qualunque cosa poteva provocare rumori. Senti nel buio un “pss pss”. Era Iris che mi stava chiamando. Mi rivolsi verso il suono e dissi – Eccomi. Si rivolse di nuovo a me e con tono pacato mi disse di star attento al comodino ed alle mele di Jobs nel cestino. Misi le mani avanti per sorvolare il pericolo, mi sembrava di star giocando a mosca cieca; solo che il mio premio non era una barretta di cioccolato, era qualcosa in più, molto di più, che da tanto desideravo. Arrivai all’estremità del letto. Mi accorsi che era la parte in fondo perché, toccando le lenzuola, scorsi i suoi piedi. Alzai il lenzuolo e sentii una sua risata, il tabù a cui stavamo andando incontro le piaceva. Mi intrufolai attraverso le lenzuola come un ragno che rientrava nella sua tana. Iniziai toccandole le lisce gambe levigate come il marmo. Il dito indice si districava zigzagando sulla pelle come un avventuriero alla sua prima scoperta. Non aveva il pantaloncino, solo quella maglietta bianca ed una culottes per coprire le sue nudità. Mi parlò nuovamente dicendomi: “Ti ho salvato la vita l’altro giorno, sarà meglio che mi ricompensi” – E’ il minimo che posso fare – le dissi io. Da sotto le lenzuola le feci allungare le braccia vero l’alto sfilandole la maglietta. Il corpo si intravedeva a malapena con la pochissima luce che si spandeva nella stanza ma le sue curve perfette risuonavano fin dentro le pareti della stanza e le ossa del mio corpo. Finalmente arrivai all’altezza del volto. Riuscivo ad intravedere solo la parte sinistra, quelle che dava sulla finestra. Un sorriso bellissimo ed un occhio aperto sbarrato, come il diaframma di una reflex, verso di me. Uno sguardo che voleva dirmi: “Prendimi, sono tua, solo per questa notte, ma sono tua”. Mi sentii così impacciato dinanzi a tanta bontà che sembrava di star alla mia prima volta, quando ogni bacio, ogni carezza, ogni gesto era una scoperta, una nuova emozione, un nuovo sodalizio per i miei cinque sensi. Ero quasi paventato da così tanta bellezza. Si avvicinò baciandomi sulle labbra molto delicatamente, quasi solamente appoggiandosi. E poi mi abbracciò come se fossi il suo unico amore. Ed io, con estremo piacere, ricambiai. E da li iniziammo un’avventura durata una notte, fin quando la luna tramontò e fu l’alba di un nuovo giorno. La notte con Iris fu indimenticabile. Non sapevo se il giorno successivo avrei riscoperto nuovamente il piacere della sua compagnia oppure sarebbe rimasto solamente un singolo momento della mia vita. Non mi era concesso saperlo. Ma sarà l’emozione, l’attesa, la scoperta o l’attrazione che mi fotte ogni volta che la vedo. Ogni volta che i miei occhi si posano su di lei. Ogni volta che ripenso alla luce della luna riflettere sul suo volto, il  profumo alla vaniglia o le sue labbra carnose. E son sicuro che Iris non si dimenticherà di me. Non sarò solamente un numero. Avrò un nome, ed un cognome, ed un posto, e privilegi che non son da tutti. Iris è Iris e tutti la amiamo per questo.

RudiExperience

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La musica nel cuore

29 maggio 2011 1 commento

Che fine ha fatto il romanticismo?

Parlo di quello smielato di una volta? Dov’è Romeo che invita al ballo Giulietta dichiarandosi con parole d’amore? Ed Orfeo che chiede agli Dei di scendere nell’oltretomba per rivedere la sua Euridice? Oggi è più facile comportarsi da “stronzi” che da passionali arteriosi. Lo stronzo fa più “figo”, è più semplice. Già sento mio nonno dirmi: “Ai miei tempi per conquistare una ragazza dovevi avere prima l’approvazione dei genitori”. Premetto che questo modo di pensare mi fa al quanto paura. Fortunatamente non viviamo in quei tempi, ma sfortunatamente oggi le cose funzionano al quanto diversamente. Ed allora restiamo veramente in pochi a pensare che la vera passione non è solo quella che si consuma tra le lenzuola, ma quella tra le varie sfumature della giornata vissuta accanto ad una compagna di viaggio straordinaria. Non voglio di certo dare ragione a Mia Martini quando cantava “gli uomini non cambiano”, non si può far di tutta l’erba un fascio – e fortunatamente aggiungerei. Quanto mi stanno sulle palle quei ragazzi che usano come loro motto: “basta che respiri”, mi sembra di sentire i loro pensieri: “Tanto prima o poi qualcuna me la da”. Eh no. E dove sta il bello? Dove sta la conquista? Dove sta il sudore che butti nel far nascere un rapporto che desideri? Ed è questa la parola chiave – “Desideri”. Non possiamo provarci con qualcuno giusto perché non abbiamo nulla da fare durante la giornata. E di certo non perché ci sentiamo soli. Dov’è il rispetto verso la persona che stiamo prendendo in giro? Non possiamo provarci con tutte sperando che prima o poi qualcuna dica di si. Comportarsi così egoisticamente significa non avere neanche amore per se stessi. Avete conosciuto una persona che vi piace? Bene! Contattatela, parlatele. Invitatela ad uscire. Ho scritto un post in riferimento a questo ( link ). Se vi capita di immaginarla spesso. Se pensandola sorridere. Se guardando la luna l’unica cosa che riuscite ad immaginare, chiudendo gli occhi, sono i suoi baci. Se pensate alle campane al vento quando un soffio vi accarezza le labbra e il suo pensiero vi sfiora la mente. Se, guardandola, sentite un senso di appagamento allora cosa state aspettando? State perdendo tempo continuando a leggere. E’ la persona giusta. Ma se la persona non vi garba o se pensate che lo state facendo tanto per perdere tempo o perché non avete nulla da fare lasciate perdere. Le persone son fatte di carne, ossa e sentimenti. A volte desideri con tutto il cuore che sia quella giusta. La persona che ti fa pensare: “Ecco la mia Luna”. E come fai a capire che è la persona giusta? Sarà perchè la sera l’ultima cosa a cui pensi è il suo sorriso, i suoi occhi. Perchè non pensi ad altro quando c’è il suo profumo in casa. Perchè quando siete dall’altra parte del mondo sai che l’unico posto dove vorresti stare non è da nessun’altra parte tranne accanto a lei. Perché è bastato un momento, un colpo d’occhio, un profumo ( il mio preferito ) per farmi rubare il cuore, e la mente. Ci son volte che non riesci a staccare gli occhi da una persona, non solo per la bellezza, ma per il suo essere donna sensuale, avvolgente, serena, innocente, comprensiva, gioiosa, irriverente e Viva. Ma noi maschi da che pianeta veniamo? Di certo non da Venere, ma neanche da Marte. Sarà Giove, credo su uno dei quattro anelli. Gli ultimi di un’era dove l’essere romantico parte dal cuore e non dal portafoglio.

Il romanticismo sta morendo, e con esso stanno diminuendo le persone che seguono la sua filosofia. Spero che un giorno questo mondo si ricordi cosa vuol dire davvero Amare.

RudiExperience