Give your heart to a stranger

E’ nel cuore della notte che troverai il coraggio di realizzare i tuoi sogni.

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A Traditional Irish Story

On-Air : U2 – Sometimes You Can’t Make It On Your Own ( PLAY )

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Voglio il Mare

On-Air : Adele – Lovesong ( PLAY )

Voglio il mare con le sue onde

voglio il mare per viverci

voglio il mare per guardarlo ogni notte

voglio il mare per essere forte come lui

voglio il mare per ammirare la Luna

voglio il mare per dedicargli una canzone

voglio il mare per guardare attraverso il suo blu

voglio il mare per sentirmi parte di lui

voglio il mare per non sentirmi solo al mondo

voglio il mare perché se non esistesse io non sarei nulla

voglio il mare per viverlo accanto a Te.

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Gondolieri Viandanti

On-Air: Iggy Pop – The Passenger ( PLAY )

Arrivò il giorno e Hugo partì per la sua Venezia. Zaino in spalla e la compagnia di suona nonna che, nonostante la veneranda età di 73 anni, sembrava dimostrarne la metà, sia in viso che nelle movenze. Stava realizzando il suo sogno. Era la prima volta che metteva piede a Venezia ma è come se fosse stata la millesima. Nei suoi sogni già aveva scrutato ogni calla, ogni ponte e ogni piazza esistente.

La magia stava appena iniziando.

Arrivati in città non fecero altro che prendere la stanza di un hotel, il più bello, e lasciare tutti i bagagli per riscoprire la città. Quindi armato della sua macchina fotografica a rullino scesero a piazza San Marco dove il colpo d’occhio era spettacolare e la multirazzialità delle persone era sbalorditiva. C’era gente di tutti i gusti e luoghi.

Lasciamo Hugo al suo giro. Son sicuro che ci farà vedere bellissime foto…

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Donna

On-Air: Lucio Dalla – Caruso ( PLAY )

La donne è una canzone d’amore nel cuore della notte.

La donna è la luce della luna che si riflette sull’acqua del golfo di Napoli.

La donna è una margherita che sboccia in primavera,

la prima rondine che ci avverte dell’arrivo della nuova stagione,

la nuvola che gira, gira, e rigira ancora intorno al mondo.

La donna è il sangue che ribolle nelle viene,

è la passione, la vita, e a volte anche la morte.

La donna è il sole che fissa tutto il resto girargli attorno.

La donne è la felicità e l’ossessione allo stesso tempo.

La donna è la culla della vita, un poema di libertà.

La donna è il verde, l’azzurro, l’arancione ed il rosso.

La donna è follia.

La donna è la voce di Pavarotti,

la chitarra di Santana, il basso di Pastorius,

è il suono del pianoforte sulle note di Yiruma.

La donna è Amore, è Amicizia, è Cuore.

La donna è la fusione tra romanticismo e goduria.

La donna è un orgasmo di vita.

La donna è tutto ciò di bello che l’universo può esprimere.

Se esistesse qualcosa più bella di una donna, quella cosa sarebbe sicuramente un’altra donna.

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Sogni nel cassetto

On-Air: Cinematic Orchestra – Arrival Of The Birds ( PLAY )

Hugo è solo nella sua stanza. Sposta la tenda da vicino la finestra e guarda il giardino dinanzi casa. Ci son gli altri ragazzini a giocare. Ma lui no. In questo momento lui ha cose ben più belle a cui pensare. Hugo ha un sogno nel cassetto e questo pomeriggio ha deciso di restar li per raccontarvelo. La sua stanzetta è una mansarda arrangiata. Non ha il soffitto piatto, è di legno e scende come i tetti delle case del nord. E’ tutta in legno, di colore bianco e ci son un sacco di fili che la attraversano da un punto all’altro. Su questi fili ci son appese le sue foto, i suoi scatti più belli. Ogni tanto la mamma non trova qualche molletta che Hugo prontamente ruba per aggiungere un nuovo pezzo alla sua collezione. Ci son raccontati vent’anni della sua vita in quei scatti; il fine settimana a Roma con i nonni. Il giro a Napoli con Mamma e papà. Lo spettacolo a teatro di sua sorella Claudia. Il sorriso dei suoi migliori amici, e quant’altro.

Ad Hugo piace la musica, e picciono le immagini. Ama i ricordi. Se dipendesse da lui immortalerebbe una vita intera in un foglio 10×15.

Lunedì scorso è stato il suo compleanno e, come tutti gli anni, Hugo preparò una festa ricevendo parecchi regali. Uno di questi era una busta bianca senza nome scritto su e con dentro due biglietti. Venezia. le magie di venezia, il suo carnevale, l’aspetto unico al mondo, le barche al posto delle macchine e i piccioni che la vivono in simbiosi con la gente.

Venezia era la città che Hugo voleva vivere da sempre e quella fu l’occasione giusta, l’occasione della sua vita. L’occasione di trascorrere tre lunghi giorni come li immaginava da tempo, come aveva fatto già tantissime volte nei suoi sogni. Zaino in spalla e l’ambizione di chi vede traguardi lontani avvicinarsi e tramonti sempre più lenti a scomparire.

Hugo già sa che quei giorni saranno magici e non vede l’ora. Ancora un pò ed il sogno diventerà realtà.

Dei biglietti arrivati per magia, e si sa, la magia alcune volte esiste.

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Incubi e Risvegli …

On-Air: Stephane Wrembel – Bistro Fada ( Play )

Un altro incubo. Mi alzo da questo divano sonnecchiando e gracchiando come una vecchia cornacchia. Quest’altro incubo deve essere stato peggio di quello della notte scorsa. Son gli attacchi di questa maledetta febbre puttana che mi tiene rinchiuso in casa con la pioggia scrosciante all’esterno.

Le tapparelle chiuse e le luci spente fan da tema. C’è solo la televisione a farmi compagnia. Metto gli occhiali sugli occhi e cerco di leggere le medicine, Supracef. Apro la confezione e leggo che diavoleria è – un antibiotico. Mi chiedo se può far qualcosa assunta con l’aspirina di qualche ora fa. Faccio un segno di dissento e butto giù, mezzo bicchiere d’acqua ed anche questa è fatta.

Mi sento la schiena simile ad un pannello di truciolato, probabilmente si spezzerà tra qualche istante. Porto le mani al capo cercando di non far girare la stanza e con gli occhi cerco di trovare l’orologio sul comodino dinanzi il divano sperando di capire che ore si son fatte. Dalle tapparelle non traspare nessuna luce, probabilmente son passate le cinque.

Le 18:34.

Mi accascio come un ferro vecchio sul divano e con il telecomando in mano faccio zapping sperando di trovare qualcosa di più gradito della solita sbobba hollywoodiana pomeridiana. Un canale francese. Ma qui non arriva nessun canale di questo tipo penso tra me e me. Io odio il francese ma per un momento il mio sguardo resta affascinato da quella lingua, da quella musica e da quella chitarra che non smette di strimpellare. Ci deve essere stata qualche tipo di interferenza che ha fatto arrivare fin qui la trasmissione. Ballano, ballano tutti una specie di valzer, una musica che entra fino all’anima, fino ad ogni fibra del mio essere e per un attimo non mi fa pensar che son quattro giorni che non esco di casa. Non mi fa pensar che stasera ho un appuntamento ed ho la barba più lunga di Mosè e il puzzo di pesce marcio lasciato all’umido lungo una via lorcia, di Parigi magari.

Mi lascio andar ad un sorriso che proviene da dentro e mi lascio trasportare dalle note fin quando, chiudendo gli occhi, non mi lascio cullare in un sonno profondo quanto il mare.

Ed ora venite incubi, con la mia musica non diverrete altro che sogni. Sogni ammaliatori per i miei sensi, per il mio essere.

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