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Chi l’ha dura la vince

7 maggio 2011 8 commenti

Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto bisogno di chiedere aiuto su come riuscire a convincere una persona che vi piace a trascorrere una serata con voi! Non dovrebbe essere nulla di complicato. (E infatti non dovrebbe!) Ma per alcuni è un solco insormontabile. Il primo passo, ovviamente, è quello di lasciare a casa l’imbarazzo di spiaccicare due parole di senso compiuto una vicino all’altra. Il secondo passo riguarda la fiducia in se stessi, non temete d’essere rifiutati. Meglio essere rifiutati che vivere con il dubbio. E poi non cercate di essere perfetti; nessuno cerca la perfezione e le imperfezioni sono ciò che vi daranno modo di essere ricordati. Punto tre, il tutto dipende da quanto tenete a quella persona; se vi piace veramente allora non dovete temere nel caso in cui lei vi dica di no la prima volta. Non procrastinate fin quando vedrete la ragazza dei vostri sogni uscire con un’altra persona che ha avuto meno indugi di voi, non pensate che ci siano sempre le condizioni ideali per chiedere a questa persona di condividere qualcosa. Non disperate, le condizioni cambiano, quasi sempre aggiungerei! Dovete solo cercare il momento giusto per fare la vostra mossa. Ovviamente non stiamo facendo una partita a scacchi, si tratta solo di portare un pò di “fortuna” dalla vostra parte; per citare un’espressione latina: “homo faber fortunae suae” (l’uomo è l’artefice della propria sorte), son sempre più convinto che avevano ragione i latini; sono le nostre scelte che ci danno modo di essere ciò che siamo o che potremmo essere. “Vi piace una ragazza?” Cercate di conoscerla almeno un pò e poi provate ad invitarla, magari anche solo per un caffè; giusto per scambiare due parole, qualche opinione, qualche risata. Magari divertendosi. In definitiva cercate di creare un feeling spontaneo, non forzate la mano, mai! Siate sempre voi stessi. Dovete piacere per ciò che siete e non per ciò che dovreste essere o per come apparite in quel preciso momento. Date modo alla persona che vi sta dinanzi di conoscere il meglio e il peggio di voi. Non uscite la prima serata con un mazzo di rose dicendo: “Ciao bella, sei uno schianto, vieni con me che ti faccio sognare!”; potrebbe ridervi in faccia e tornare a casa sconsolata! (Lasciare un segno di voi è fondamentale ma questo è un pò troppo!) Provate con qualcosa di più semplice, o meglio, fate ciò che vi sentite di fare, sicuramente non sbagliereste. Fare complimenti falsi o avere atteggiamenti da “uomo macho” porta solo a creare un distacco. Non tutte le ragazze, o almeno il mio ideale, vogliono sentirsi dire cazzate (frasi fatte, clichè) o avere l’uomo più virile del mondo. Il detto ” il pelo fa l’uomo virile” è una cazzata! Lasciate perdere questi stereotipi, non vi servono.

Un’uscita non può farvi capire tutto di una persona, ma i piccoli dettagli (details) posso farvi avere un’idea. Ci son un’infinità di modi per chiedere ad una persona ad uscire. Dipende da voi, dalla vostra simpatia e da quanto riuscite a far colpo. Lasciate un segno in quella persona e vedrete che non si dimenticherà di voi. Una delle regole principali è: “Un pensiero inaspettato in un momento inaspettato”. Ma questo è sempre molto difficile, specialmente se ci si conosce da poco. Provate con una serata cinema, disco o cena. Per ovvie ragioni tutto questo in compagnia di amici. Voi uscireste mai soli con un ragazzo che conoscete da pochissimo e del quale non sapete nulla? Senza pensarci la risposta credo che sia un secco NO! Nessuna persona con un briciolo di intelletto direbbe di si! Magari la curiosità vi spinge a provarci ma son poche le persone che alla fine lo fanno. Bhè, io non lo farei! Comunque anche in compagnia le alternative da questa parte del mondo sono veramente infinite e trovare questo punto di giunzione non è complicato quanto sicuramente starete pensando. Non trascurate i particolari nelle conversazioni, in esse risiede la chiave che state cercando. Ogni persona è diversa, ogni persona ragiona in maniera diversa, ha le proprie convinzioni, le proprie fissazioni, i propri gusti, i propri hobby e le proprie esperienze vissute. Cercate un punto che vi accomuna ed usatelo. Rischiate! Mettetevi in gioco! Non pensate alle delusioni! Pensate a ciò che volete e a ciò che vuole la persona che volete conquistare, son queste le uniche cose che contano veramente. Date modo agli altri di fidarsi. Fatele sentire al sicuro, senza paura di chissà quale cosa possa accadere! Anche se la state seguendo da un mese nei posti che frequenta non dite mai frasi del tipo: “E’ un mese che ti vedo qui!”, passerete per il maniaco quasi stolker. Dite frasi del tipo: “Ciao, ti vedo spesso da queste parti”. E’ molto più rassicurante, e poi fate capire che non la persona con cui parlate non è invisibile, avete percepito la sua presenza. Incuriositela, fatele avere dubbi sulle vostre conversazioni, create un filo continuo per non spezzare la conversazione e per non limitare la chiaccherata a quell’evento unico.

Forse, e ripeto forse, se seguite questi piccoli passi avrete qualche possibilità di conquistare la persona tanto desiderata. Ma, ovviamente, come in tutte le cose ci sono le eccezioni e quindi tutto questo può valere per tante persone come può essere inutili per altre. E se fate parte della categoria “altre” allora questo link è per voi!

In definitiva provate, provate, provate perchè chi l’ha dura la vince.

RudiExperince

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5 maggio 2011 2 commenti

La società d’oggi ci vuole tutti bellissimi, perfetti, impeccabili, forti e soprattutto vincenti. Scommetto che ognuno di voi aspira ad un partner nella vita che abbia tutti questi aspetti positivi o, perlomeno, la maggior parte di loro. Bhè, se volete sposare miss perfezione principessa sul pisello fatevi avanti, è tutta vostra. Dalla mia posso dirvi che di certo non prenderei con me nessuna persona che avesse tali qualità. Reggere un continuo ed inconscio confronto di tali proporzioni per una vita intera porterebbe ad una sola conclusione: “non vivere”. Le piccole imperfezioni consentono di apprezzare a pieno le persona che si hanno accanto. Quindi qual’è il partner ideale per ognuno di noi? Ovviamente la risposta non può essere univoca. C’è chi si ferma all’aspetto esteriore, chi guarda meticolosamente il 730, chi “basta che respiri” e chi vuole “miss perfezione”. Come al solito la mia non è una critica verso chi non “la pensa come me”; più che altro esprimo, come sempre, solo il mio punto di vista. E’ importante averne uno, un perno, un punto di riferimento sul quale ruotare, e dal quale avere la propria prospettiva delle cose. Seguire il mare, la massa, non è d’aiuto. E’ complicato sapere dove una persona deve fermarsi a vedere, percepire i difetti, guardare con estrema oculatezza i particolari. Ultimamente mi capita sempre più spesso di notare cose a cui prima, a colpo d’occhio, non davo peso. Mi fermavo al modo di parlare, ai discorsi e a ciò che vedevo. Non osservavo. Ora vado oltre senza impegnarmi, in maniera automatica. Mi fermai dinanzi una caffetteria l’altro giorno. Aprii il pacchetto di Merit prendendo una sigaretta e, con aria indifferente, l’accesi accostandomi con le spalle al muro cercando di liberare la mente per cinque minuti. Si avvicinò una ragazza, aveva suppergiù la mia età, me ne chiese una. Allungai il pacchetto e le dissi: “Prego”. Le accesi la sigaretta, mi fece un sorriso e soffiò all’insù il fumo con estrema soddisfazione. Dopo un attimo di imbarazzo iniziò a parlarmi – “Eleonor, piacere! Come ti chiami?” – “Mi chiamo Rudi, piacere”, e senza dirle altro iniziò a parlarmi di lei. Si faceva  le domande e si dava le risposte, voleva in qualche modo farsi notare. Cambiava spesso discorsi intervallandoli con brevi pause. Parlò di come vedeva la gioventù bruciata che passeggiava senza meta per le strade della città, dell’università che frequentava, del fatto che non riusciva a star dietro tutti i corsi, a come il fratello le rompeva le scatole perchè non lo ascoltava mai. Ma alla seconda parole che disse i miei occhi già erano distaccati dalle sue labbra andando posandosi su tutto il resto. Stavo andando oltre le parole che diceva, oltre al discorso che portava avanti. La mia mente seguiva ogni parola ma gli occhi non riuscivano a star fissi sul suo volto. Notai il tipo di scarpe che calzava. Aveva le unghie delle mani colorate di uno smalto rosso fuoco. I capelli castani ricci che scendevano raccolti da un frontino con un fiocco adornato con minuscoli fiori bianchi. Indossava una maglia larghissima color sabbia che le scendeva dalle spalle giù fin sopra le ginocchia. Conoscevo già il modello, l’avevo visto da Bershka. Anche i bracciali che indossava erano della stessa marca sicuramente. Una borsa marcata molto goffa, quasi una valigia, ci potevi mettere un frigo la dentro. Aveva una toppa sul lato sicuramente cucita dopo averla comprata, non poteva esser altro, credo per dar un tocco di originalità. Ci avrei scommesso! E tutto questo in un attimo.

E capisci un sacco di cose (l’importanza dei particolari). Il carattere della persona, l’umore, i gusti. Perfino la tipologia di amicizie. Le persone si meravigliano quando gli parli per mezz’ora, le fermi e, come se le conoscessi da sempre, indovinassi il loro modo di ragionare, a cosa tengono di più, cosa meno e qual’è il loro punto di vista su determinate cose.

Passò da un argomento all’altro. Forse aveva capito che la stavo osservando. Iniziò a parlare di moda. Mettendo le mani nella borsa disse che in mattinata aveva fatto giri per negozi comprando qualche maglia. “Hai comprato una maglia da Bershka” – le dissi. E lei stupita: “Bravo! Come hai fatto ad indovinare?”. In quel momento le volevo dire che il tempo di quella sigaretta era bastato per capirla, ma le dissi semplicemente: “Intuito. Sarà sesto senso”. Non volevo che poteva pensare, neanche per un solo attimo, che c’era la possibilità che l’avessi seguita. Quella frase bastò ad insidiare in lei un briciolo di fiducia. Subito dopo ricevette una chiamata sul cellulare, “non poteva avere un iPhone” pensai, non lei, non per come l’avevo idealizzata. Infatti tirò fuori dalla borsa un Nokia 5800 tempestato di strasse. Semplice, comodo, versatile. Rispecchiava lei in fondo. Era un’amica, la stava aspettando in centro. Mi chiese il cellulare, mi scrisse il suo numero e lo salvó in rubrica sotto il nome “Eleonor Blue”, mi salutò e mi disse “chiamami”. Quel giorno Eleonor fu come un libro aperto. Dopo quei dieci minuti provai ad azzardare nel mio immaginario qualcosa della sua vita. La chiamai subito dopo. Le dissi che mi aveva colpito la sua solarità. Era semplice, entusiasmante. Le parlai di tutto ciò che avevo notato. Le parole uscivano fuori sole. Ma mi accorsi che non ero l’unico ad osservare così in fondo. Mi disse con aria scherzosa: “Fai meno il saputello, avevo capito com’eri già da prima che ti chiedevo la sigaretta” – E’ una donna, per un attimo me ne ero dimenticato! Ci demmo appuntamento in serata per un caffè, ma era solo una scusa. Eravamo “affamati” di reciproca curiosità. Eppure io son quello impacciato, paranoico, fragile, il tipo che non dorme la notte se ha un pensiero fisso in testa. Ma i particolari ti cambiano la vita.

RudiExperience