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Posts Tagged ‘felicità’

Close to Mi..lk

9 ottobre 2012 1 commento

On-Air : Radiohead – Creep ( PLAY )

E manchi.

Negli occhi della notte.

Con la luce lontana gli angeli delle tenebre si avvicinano.

Cercano di separarmi da Te.

Ma la bellezza di ciò che si è creato

è più forte della notte stessa.

Occhi di ghiaccio e denti aguzzi non fanno più paura.

E bianche come il latte

si estendono dinanzi a noi distese di vergini colline

che non aspettano altro d’essere coltivate

dalla nostra fantasia, dai nostri viaggi e dalle nostre voglie.

Nessuna parola separi ciò che è e che sarà.

Un sorriso gremisce il mio cuore fatto di biscotto.

RudiExperience

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Nichole’s smiling soul

3 luglio 2012 3 commenti

On-Air: Dire Straits – Fade to Black ( PLAY )

Nichole a due passi da me.

La distanza è impercettibile. Posso quasi toccarle il vestito cortissimo blu merlettato indossato questa sera. La mia mania di toccare i vestiti altrui non smetterà, non per ora. Forse mai. Prima o poi toccherò il vestito sbagliato e non ci sarà nessuno a fermare quelle brutali mani avvicinarsi alla mia guancia con inaudita vemenza.

Ma Nichole è lì, poco distante. Si gira verso di me e mi squadra interamente. Faccio lo stesso. Lo sto facendo da quando è scesa dal palazzo. Da quando ha allungato la gamba, sovrastante un tacco dieci, al di fuori dell’uscio di quella dannata porta. Non riesco a dimenticarla, non voglio dimenticarla.

Non dimentico un sorriso del genere. Due occhi celesti come il cielo di primavera nell’anno più solare di tutto il millennio. Lineamenti curvilinei da far invidia al Cloud Gate di Chicago e il profumo più sensuale che le mie narici abbiano mai percepito. Non dimentico facilmente il suo inaspettato si alla mia richiesta di un drink.

E’ ancora là che mi fissa, mi sorride e, ritraendosi in avanti, abbassa gli occhi allungando la mano per prendere il menù. La sua carica sessuale mi ha dominato fin dal momento in cui la conobbi. Fin da quando, uscendo dal portone del palazzo, il cappuccino che portava con se, mantenuto poco saldamente con la mano destra, fece capitombolo sulla mia camicia azzurra d’ufficio. Fummo costretti a salir da lei per togliere le macchie.

Mi svestii della camicia e lei cercò di dissolvere l’alone.

Silenzio imbarazzante, e poi…

– Piacere Hugo –

– Piacere Nichole –

– Che nome è Hugo? Sembra il nome di un pupazzo –

Effettivamente l’avevo sempre pensato.

– E’ un nome come tanti altri, come Nichole –

– Ma te ti fai sempre versare il cappuccino sulla camicia per conoscere le ragazze? – 

– No, solo da quelle per cui penso ne valga la pena – 

Sorrise.

Il giorno dopo passai sotto casa. La aspettai. Eccola.

– Ehi, ciao Nichole –

e lei con il solito buon umore e il sorriso sulle labbra affiancò i lunghi capelli castani dietro l’orecchio e disse: – Ciao Hugo! Aspetti il cappuccino delle nove? –

– Magari! Se servisse a vederti nuovamente. Ti va di andare a bere qualcosa una sera? –

– Si! Questa volta cercherò di non gettartelo sui vestiti – 

Ed io incredulo: – Ok! ci stò! Venerdì sera, ore dieci e mezza. Non darmi buca –

Caldo mozzafiato in questo venerdì sera romano. L’afa la fa da padrona. I locali refrigerati del centro son gli unici a darci un pò di conforto.

Nichole sfoglia il menù. Anche per lei è la prima volta qui. Cercherà il suo cocktail preferito o forse lo fa soltanto per non sentirsi in imbarazzo.

– Gin Lemon o Martini Cocktail ? – le chiesi.

– Nè l’uno, nè l’altro. Vesper Martini per me. –

– Ottima scelta. Ma dov’è il tuo Bond e l’Aston Martin? –

Sorrise. E’ molto sveglia la ragazza. Ha capito la battuta.

– Non c’è nessun Bond. Credo mi stia ancora aspettando sull’altare –

Ordiniamo. Mi racconta di come sia terminata bruscamente la sua ultima relazione e di come, dopo di lui, non è uscita più con nessuno fino ad oggi.

Scappò il giorno delle nozze.

A quel punto la domanda nella mia mente è una sola: “Perché hai deciso di uscire proprio con me?”. Lo chiesi.

Mi disse che la facevo ridere. Non lo faceva da tempo. Iniziò a farlo da quando vide il cappuccino sulla mia camicia. Mi dice che quella mattina non riesce a pensare ad altro.

Finiamo il nostro drink e camminiamo luongo il Tevere. E’ oltre la mezzanotte. Mi fermo sotto una flebile luce. Mi appoggio al muro, le prendo la mano, la avvicino a me, appoggio le mie labbra sulla spalla nuda, sul collo, sulla guancia, la guardo negli occhi. Li chiudiamo entrambi. Un bacio focose avvolge le nostre anime e tutto quello che ci circonda.

Una notte da ricordare, una nuova pagina sta per essere scritta.

RudiExperience

Green Park 28

28 marzo 2012 6 commenti

On-Air: Ludovico Einaudi – Fly (PLAY)

C’è un grande parco verde dove si sta consumando la serata di due giovani ragazzi. Una coppia che dalla vita non ha chiesto nulla di più dell’essere felici.

E ci ritroviamo in questa serata, una qualunque, senza alte pretese. Stesi sul prato, uno opposto all’altro, i capi allineati, le braccia spaparanzate e gli occhi spalancati al cielo come se cercassimo di intravedere cosa ci sia oltre quelle perdute, lontane e bastarde stelle. Esplorando nuovi mondi con la sola forza della nostra vista e ben consapevoli di aver tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Le stelle, le nuvole, la luna e i nostri sguardi. E parliamo del verde. Di una singola parola, segna significato; ma che apre le porte ad un mondo fantastico.

E quindi “Verde”.

Verde come il prato sul quale poggiamo. Verde come le colline che intravediamo da lunga distanza. Verde come il vetro delle bottiglie di birra appena scolate. Verde come gli anni della nostra vita. Verde come il foulard che indossava oggi la signorina del piano di sotto. Verde come le scarpe della segretaria del mio capo fuori l’ufficio. Verde come la penna che impugnava mio nonno l’ultimo giorno che l’ho visto camminare con le sue gambe. Verde come i rinoceronti che si snodano attraverso i miei pensieri. Verde come le immagini della mia vita che passano dinanzi veloci. Verde come tutto.

Mi alzo, guardo lei, guardo intorno, ed è tutto maledettamente Verde. Verde come l’erba che ci siamo appena fumati. Dovremo smettere… un giorno. Ma non è solo lei a darmi questo senso di quietudine, non è solo lei.

Sei Tu. Tu che stai qui vicino. Tu che ci sei in tutti i miei giorni. Tu che so che mi stai pensando nonostante la distanza. Tu a cui è dedito ogni respiro della mia vita. Tu che di fuoco riempi il mio cuore e di orgoglio i miei timpani e le mie pupille.

E son sempre stati 28 i minuti trascorsi insieme su questo prato ogni sera.

E sempre 28 i giorni che son passati dalla prima volta che il mondo ha cambiato colore diventando multicolore.

Vedo tutto verde, tranne Te che sei di un rosso fuoco acceso.

RudiExperience

Donna

6 febbraio 2012 1 commento

On-Air: Lucio Dalla – Caruso ( PLAY )

La donne è una canzone d’amore nel cuore della notte.

La donna è la luce della luna che si riflette sull’acqua del golfo di Napoli.

La donna è una margherita che sboccia in primavera,

la prima rondine che ci avverte dell’arrivo della nuova stagione,

la nuvola che gira, gira, e rigira ancora intorno al mondo.

La donna è il sangue che ribolle nelle viene,

è la passione, la vita, e a volte anche la morte.

La donna è il sole che fissa tutto il resto girargli attorno.

La donne è la felicità e l’ossessione allo stesso tempo.

La donna è la culla della vita, un poema di libertà.

La donna è il verde, l’azzurro, l’arancione ed il rosso.

La donna è follia.

La donna è la voce di Pavarotti,

la chitarra di Santana, il basso di Pastorius,

è il suono del pianoforte sulle note di Yiruma.

La donna è Amore, è Amicizia, è Cuore.

La donna è la fusione tra romanticismo e goduria.

La donna è un orgasmo di vita.

La donna è tutto ciò di bello che l’universo può esprimere.

Se esistesse qualcosa più bella di una donna, quella cosa sarebbe sicuramente un’altra donna.

Rudiexperience

You&Me

Song: John Lennon ( Love )

Ti immagino sempre lì, su quel cuscino bianco candido. Ti immagino persa nei pensieri, come tuo solito. Ti immagino mentre ti giri e mi sorridi. Mentre mostri i tuoi occhi profondi come l’universo e azzurri come il cielo che ogni mattino osservo sporgendomi dalla finestra. Ti immagino mentre cucini raccontandomi della tua giornata, dei tuoi pensieri, delle tue paure e delle tue indecisioni. Ti immagino mentre ti stai vestendo per uscire a cena, in piedi, con la gamba appoggiata sul letto e le mani che alzano quel paio di autoreggenti motivate nere merlettate di pizzo comprate da Harley. Ti immagino tornare a casa con la pioggia battente sotto l’ombrello che ami tanto.

Vorrei vederti rincasare ancora ogni sera aprendo la porta di casa e gridando “Tesoro, son tornata, mi dai una mano con la spesa?”. Vorrei trascorrere con te più tempo di quanto il destino me ne ha donato, portarti al mare ogni domenica e star insieme per guardar il sole tramontare all’orizzonte. Vorrei regalarti ogni cosa che ti sei persa, ogni momento di felicità in cui non c’eri.

Mi piacerebbe riabbracciarti, riempirmi del tuo profumo targato Dior. Indovinare il balsamo che hai usato per i capelli. Aiutarti nello scegliere i vestiti. Decidere insieme il colore da usare per le pareti della camera di nostro figlio.

Vorrei invecchiare con te e non sentirmi solo su questa panchina senza la tua voce che mi dice “Non preoccuparti”. Lontano da te, lontano dal nostro amore. Tu sei i miei pensieri, le mie gioie, i miei sorrisi, le mie lacrime e il mio amore.

Love is You… You & me.

RudiExperience

Cose per cui vivere

7 agosto 2011 1 commento

Song: Ludovico Einaudi – Stella del mattino ( link )

Ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere…

Per la “stella del mattino” di Einaudi. Le sonate di Yiruma. I libri di Marquez. Gli occhi azzurri di Vivi. Il miagolio dei gatti di notte. Il carattere di Sole. I film di De Crescenzo e De Filippo. Il nuoto, la bici, la corsa. Per le emozioni vissute che ci ha dato il pirata Pantani. La finale di Germania 2006. Le canzoni di Lorenzo, Luciano e i Coldplay. Per i film di Clint Eastwood e Sean Penn. Le braccia protese di Baldini alle olimpiadi. Per “il padrino”, “romanzo criminale”, “i cento passi”, “500 giorni insieme” e tutta la saga di “saw”. Per l’emozione che ti regala una fotografia non costruita. Per il sorriso di mia madre quand’è felice. Per i Simpson, Dr.House, Belle e Clark. Per le note delle canzoni che ti accompagnano su uno spartito per tutta la vita. Per gli Angeli Liberi rinchiusi in un cassetto. Per tutti i tramonti e l’alba sul lungomare. La cucina cinese da Kikko Sushi. Per la sardegna che ha il mare più bello del mondo. Per i libri che ancora devo leggere e non vedo l’ora. Per la tecnologia in continua evoluzione. Per gli amici, quelli veri, quelli che ti fan sentire vivi con il loro calore. Per tutte le città che aspettano solo di essere visitate. Ed infine per le persone che il destino deve ancora farmi incontrare. Se non vale la pena di vivere per loro, allora per cosa vale la pena?

Vale la pena vivere anche per quelli che son convinti di star un gradino sopra di te. In fondo, senza di loro, non capiresti che infine sei qui con i piedi ben saldi a terra.

Buone Vacanze…

RudiExperience

Young forever

5 agosto 2011 2 commenti

Song: Hooverphonic – Mad about you (Play)

Recenti fatti accaduti mi han fatto pensare in maniera più insistente alla morte e al senso di vuoto che ti porta dentro quando una persona cara si perde tra le ceneri del tempo. E stanotte voglio scrivervi di questo. Perché perdere una persona cara può sconvolgervi la vita più di qualsiasi altra cosa. Il vuoto che resta dentro, e che non sarà più colmato, è più devastante di un tornado forza cinque. Dopo di esso puoi ricostruire. Una città può rialzarsi, mettersi all’opera e far si che divenga più bella di prima. Ma nell’animo umano quella parte profonda, quel piccolo pezzo di cuore dove era sito il bene per quella persona, viene lesa in maniera irreparabile. Anche rimpiazzandola non diventerà mai più bella di prima.

Ieri lessi il necrologio di una persona al qual tempo ero solito dar visita, trascorrere pomeriggi e interloquire. Al suon di quelle parole una piccola parte dentro di me sembrava spegnersi. Ogni lettera diveniva macigni sporgenti che precipitavano sulla costiera. Per un pò una sensazione di vuoto mi ha attanagliato la mente. Poi silenzio.

La persona non esiste più, ma il ricordo di lei vivrà luccicante nei cuori delle persone che l’han conosciuto e vissuto fino all’ultimo respiro. I suoi averi saranno dimenticati, accantonati, buttati col tempo, ma le sue parole e le persone che ha generosamente ‘coltivato’ non disconosceranno il suo nome, non gli imputeranno colpe. Lo ameranno come forse mai prima.

Il ricordo più bello vive negli occhi delle persone che sono state al suo fianco, e di quelle che ha dato al mondo e che oggi hanno la gioia di vivere.

L’istogramma cinese riportato sopra si chiama QI e rappresenta la forza della vita, l’energia universale. Non c’è rimedio alla morte, ma possiamo far in modo che, quando arrivi il momento di ognuno di noi, non abbiamo rimpianti per le scelte che abbiamo fatto in vita.

Voglio proporvi, infine, a tal proposito una poesia di Ungaretti << Inno alla morte>>.

Amore, mio giovine emblema,
Tornato a dorare la terra,
Diffuso entro il giorno rupestre,
E’ l’ultima volta che miro
(Appie’ del botro, d’irruenti
Acque sontuoso, d’antri
Funesto) la scia di luce
Che pari alla tortora lamentosa
Sull’erba svagata si turba.

Amore, salute lucente,
Mi pesano gli anni venturi.

Abbandonata la mazza fedele,
Scivolero’ nell’acqua buia
Senza rimpianto.

Morte, arido fiume…

Immemore sorella, morte,
L’uguale mi farai del sogno
Baciandomi.

Avro’ il tuo passo,
Andro’ senza lasciare impronta.

Mi darai il cuore immobile
D’un iddio, saro’ innocente,
Non avro’ più pensieri ne’ bonta’.

Colla mente murata,
Cogli occhi caduti in oblio,
Faro’ da guida alla felicità.

Buona Vita, RudiExperience