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Nichole’s smiling soul

3 luglio 2012 3 commenti

On-Air: Dire Straits – Fade to Black ( PLAY )

Nichole a due passi da me.

La distanza è impercettibile. Posso quasi toccarle il vestito cortissimo blu merlettato indossato questa sera. La mia mania di toccare i vestiti altrui non smetterà, non per ora. Forse mai. Prima o poi toccherò il vestito sbagliato e non ci sarà nessuno a fermare quelle brutali mani avvicinarsi alla mia guancia con inaudita vemenza.

Ma Nichole è lì, poco distante. Si gira verso di me e mi squadra interamente. Faccio lo stesso. Lo sto facendo da quando è scesa dal palazzo. Da quando ha allungato la gamba, sovrastante un tacco dieci, al di fuori dell’uscio di quella dannata porta. Non riesco a dimenticarla, non voglio dimenticarla.

Non dimentico un sorriso del genere. Due occhi celesti come il cielo di primavera nell’anno più solare di tutto il millennio. Lineamenti curvilinei da far invidia al Cloud Gate di Chicago e il profumo più sensuale che le mie narici abbiano mai percepito. Non dimentico facilmente il suo inaspettato si alla mia richiesta di un drink.

E’ ancora là che mi fissa, mi sorride e, ritraendosi in avanti, abbassa gli occhi allungando la mano per prendere il menù. La sua carica sessuale mi ha dominato fin dal momento in cui la conobbi. Fin da quando, uscendo dal portone del palazzo, il cappuccino che portava con se, mantenuto poco saldamente con la mano destra, fece capitombolo sulla mia camicia azzurra d’ufficio. Fummo costretti a salir da lei per togliere le macchie.

Mi svestii della camicia e lei cercò di dissolvere l’alone.

Silenzio imbarazzante, e poi…

– Piacere Hugo –

– Piacere Nichole –

– Che nome è Hugo? Sembra il nome di un pupazzo –

Effettivamente l’avevo sempre pensato.

– E’ un nome come tanti altri, come Nichole –

– Ma te ti fai sempre versare il cappuccino sulla camicia per conoscere le ragazze? – 

– No, solo da quelle per cui penso ne valga la pena – 

Sorrise.

Il giorno dopo passai sotto casa. La aspettai. Eccola.

– Ehi, ciao Nichole –

e lei con il solito buon umore e il sorriso sulle labbra affiancò i lunghi capelli castani dietro l’orecchio e disse: – Ciao Hugo! Aspetti il cappuccino delle nove? –

– Magari! Se servisse a vederti nuovamente. Ti va di andare a bere qualcosa una sera? –

– Si! Questa volta cercherò di non gettartelo sui vestiti – 

Ed io incredulo: – Ok! ci stò! Venerdì sera, ore dieci e mezza. Non darmi buca –

Caldo mozzafiato in questo venerdì sera romano. L’afa la fa da padrona. I locali refrigerati del centro son gli unici a darci un pò di conforto.

Nichole sfoglia il menù. Anche per lei è la prima volta qui. Cercherà il suo cocktail preferito o forse lo fa soltanto per non sentirsi in imbarazzo.

– Gin Lemon o Martini Cocktail ? – le chiesi.

– Nè l’uno, nè l’altro. Vesper Martini per me. –

– Ottima scelta. Ma dov’è il tuo Bond e l’Aston Martin? –

Sorrise. E’ molto sveglia la ragazza. Ha capito la battuta.

– Non c’è nessun Bond. Credo mi stia ancora aspettando sull’altare –

Ordiniamo. Mi racconta di come sia terminata bruscamente la sua ultima relazione e di come, dopo di lui, non è uscita più con nessuno fino ad oggi.

Scappò il giorno delle nozze.

A quel punto la domanda nella mia mente è una sola: “Perché hai deciso di uscire proprio con me?”. Lo chiesi.

Mi disse che la facevo ridere. Non lo faceva da tempo. Iniziò a farlo da quando vide il cappuccino sulla mia camicia. Mi dice che quella mattina non riesce a pensare ad altro.

Finiamo il nostro drink e camminiamo luongo il Tevere. E’ oltre la mezzanotte. Mi fermo sotto una flebile luce. Mi appoggio al muro, le prendo la mano, la avvicino a me, appoggio le mie labbra sulla spalla nuda, sul collo, sulla guancia, la guardo negli occhi. Li chiudiamo entrambi. Un bacio focose avvolge le nostre anime e tutto quello che ci circonda.

Una notte da ricordare, una nuova pagina sta per essere scritta.

RudiExperience

Lesbian for a night!

Song: Feeling Good – Muse ( Link )

E poi ci son quelle notti, strane, in cui ti svegli nel bel mezzo della notte. Mentre guardi l’orario ritornano in mente frammenti di sogno. Ti sforzi nel cercar di ricordare ciò che è stato frutto della tua immaginazione. E ritornano alla memoria più scene. Una ragazza alta, bionda, occhi verdi – la chiamerò Iris. Cammina per strada, sola. Cerco di guardarmi intorno ma non riconosco la via, non riesco a focalizzare bene il posto dove sta camminando. Sembra una strada di città, i lampioni alterni illuminano la via, la ragazza e il suo vestito. Indossa un vestitino blu notte che inizia dal seno per finisce sopra le caviglie. Tacchi a spillo e calze autoreggenti. Attorno a lei solo palazzi, sembran vuoti – sarà per l’ora tarda. Cammina per strada sicura, non sembra curarsi del fatto che a quell’ora possano circolare malintenzionati. Guarda intorno, si gira per osservare ogni macchina che passa come se stesse aspettando qualcuno. Improvvisamente se ne ferma una. E’ grigia, forse una Serie1, forse un’altra, non ricordo bene. Accosta e dall’interno aprono lo sportello per far si che salga. Provo ad affacciarmi verso la portiera per vedere all’interno chi è il guidatore. E’ un’altra ragazza. Di questo ne son sicuro. Le davo l’età di Iris. Non ricordo bene il volto. Anche lei vestita elegante, capelli castani e collanina sfavillante. Tacchi ai piedi ed un nome glitterato inciso accanto allo specchietto: “Sally”. Sally ed Iris. Chissà qual’è la loro destinazione.

Poi, all’improvviso, il sogno cambia locazione. Mi trovo fuori un locale, è super affollato. Parcheggia una macchina, son loro. Mentre escono dalla macchina almeno la metà delle persone che sta al di fuori del locale le guarda. Son sicuro che ognuno di loro anche per solo un attimo ha pensato di stender loro un red carpet fino al tavolo dove siedono solitamente perché, anche se i ragazzi stan li con le fidanzate, in quel momento, in quell’unico attimo, l’attenzione e l’attrazione è tutta per loro. La loro bellezza è struggente, mozzafiato, da capogiro. Prendono posto su due sgabelli accanto al bancone. Il barista sembra conoscerle bene – “Il solito” chiedono. Sally con molto charme aggiunge: “Al mio già sai, almeno tre olive”. Credo si riferisse ad uno dei suoi cocktail. All’improvviso una calca di gente intorno a loro. Tutti ragazzi bramosi di avere i loro cinque minuti di gloria per raccontare in giro le loro gesta. Ma le ragazze non sembrano essere interessate. Nessuno di loro questa sera sarà così fortunato da rivolger loro la parola per più di dieci secondi.

Arrivano i loro cocktails. Uno è un “Martini cocktail” con tre olive. l’altro sembra un “Redbull e Vodka”. Saranno in serata. Dovranno festeggiare qualcosa. Fanno un primo giro, poi un altro ancora, e alla fine un ultimo. Nel mezzo tante chiacchiere e risate. Non riesco a ricordare di cosa parlava.

Cambia di nuovo la locazione. Sempre loro, Iris e Sally. Sembrano legate per la pelle in questa notte. Si trovano sul cofano della macchina in un parcheggio. Non c’è nessuno attorno loro. Hanno in mano una bottiglia di birra a testa e si passano, con molta eleganza, un sigaretta rollata a mano, credo una canna. Non ricordo l’odore. Non so dire che tipo di erba sia. Ma penso che era roba di gran classe. Loro non sembrano affatto tipe da poco. Mentre si passano la canna l’un l’altra Sally getta del fumo in faccia a Iris, lei socchiude gli occhi e le sorride. Sarà il fumo, o il troppo alchol ma Sally ci prova. Le dà un bacio. Presa dalla stessa indole Iris ci sta, lo condivide. Un intreccio di lingue fa scattare una passione che fino a cinque minuti prima non sembrava esistere. Gettano via lontano le bottiglie e la canna. Entrano in macchina. Sally continua a baciarla, si scosta dalla bocca ed inizia sul collo, poi sulla spalla, sull’omero, sulla scapola. Poi si sposta ancora arrivando, con movimenti sensuali quasi come due amanti che si conoscono da tempo, fino al seno. Iris non si ferma, è sorpresa dalla situazione, solo un pò impacciata. Sembra essere la prima volta per lei. Forse lo è con lo stesso sesso. Ma non sembra affatto disturbarla da questo. Sally, invece, si trova a suo agio. Già padrona della situazione sapeva come muoversi attraverso il corpo di Iris. Man mano il vestito blu scendeva fino a scomparire facendo emergere tutto il suo corpo. Due persone che diventavano, per una sera, la stessa passione. E’ iniziato tutto per gioco. Mi trovavo la ad osservarle. Avevo la brutta sensazione di essere uno spione indesiderato. Ma loro non potevano di certo vedermi: era il mio sogno. Sally ed Iris. Una serata diversa dalle altre. Continuo a vederle mentre, tra una risata e l’altra, realizzano ogni loro piccola sensazione, curiosità, fantasia.

All’improvviso Stop! Mi sveglio, il sogno finisce e mi ritrovo in un incubo: la realtà. Non son riuscito a vedere la fine di questa serata ma credo che l’avranno finita alla grande. Quanti di voi mi hanno invidiato questa notte? Non pochi sicuramente! Provo a prender sonno nuovamente, ma credo che oramai Sally e Iris abbiano ripreso la propria strada. Il sogno è stato un evento solitario.

RudiExperience