Archivio

Posts Tagged ‘vento’

Imparare dal vento

11 dicembre 2011 6 commenti

On-Air: Tiromancino – Per me è importante ( PLAY )

Un amore sincero e perso è come la luce del mattino.

Entra in camera, ti sfiora la pelle, il volto e poi scompare all’improvviso. Rimpiangerlo non serve a nulla. Rinnegarlo è come dimenticarsi di un pezzo di se stessi.

Imparare ad amare dal vento è la miglior cosa. Spira dappertutto. Non lascia nessuno solo.

Lo aspetti, arriva, ti prende e poi va via senza voltarsi. Quand’è lontano non gli torni in mente. Lui va, e non torna per riviverti, non torna per dirti che ti ama ancora, che sei importante.

L’amore non è fatto per essere rivissuto dalle stesse anime, non è fatto per le parole “riproviamoci” o “non può finir qui”. L’amore ha una propria coscienza, ha una propria passione ed è fatto per essere vissuto, non ragionato o ponderato. O ami o non Ami. O hai un buco o quel buco è pieno di tutto quello che rappresenta l’altra persona.

E’ solo tu, tu, tu che sei la persona più importante del mio sentirmi vivo, la strada che non conosce fine ed il viaggio che ha come destinazione tutte le mete di questo mondo senza mai fermarsi, senza dimora fissa.

L’amore, quello di due corpi fuso in un’unica anima.

E così chiudo gli occhi. faccio volar il mio pensiero come il vento. Perchè penso a te, alla cosa che per me è importante, e non realizzo il fatto di averti solo tra i miei pensieri. Dovrò imparare dal vento.

RudiExperience

Annunci

Parole nel vento

19 giugno 2011 3 commenti

Troppo silenzio attorno queste mura. Il suono del pianoforte non basta per saturare il vuoto delle voci innocentemente fluite via. Un momento bloccato nel tempo sull’uscio della porta, accanto a un termosifone che potrebbe, memore, sussurrare storie vissute di amori perduti. Pesciolini raggianti nel tempo, temerari nel loro mondo, squali d’assalto nella cella d’oro e inferno. Cerco soave una voce soffiare, decine di tintinnii sento cantare, parole spogliate del loro ardore e tanti i castelli che fan del rumore. Accanto la corteccia intrecciata di quest’albero secolare aspetto il mio destino attonito e cordiale. Ci son state labbra, e ci son state gioie. L’insana e vorticosa sensazione si insinua in me come il verme nelle sue prelibate mele. Non dovrei restare qui, ma non c’è nessun altro posto dove potrei andare. Non c’è nessun orecchio che aspetta di ascoltare queste parole, e non c’è nessuna pupilla che ansia e palpita per veder il menestrello ballare. E quindi mi svesto da questa pelle mutando come un camaleonte, indicando la strada ai miei pensieri cerco un momento di ilarità e beatitudine, do un senso a questa vita e a queste ore. Senza smembrarle nel tempo, cedo il merito delle mie gesta alle mie dita, e alla mia mente, considerando che ogni momento vissuto è frutto delle mie quotidiane esperienze.

RudiExperience