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Prince Charming

Non è passato tanto tempo da quando un principe azzurro divenne il Re dei ladri.

Si aggirava nelle notti impervie nel grande castello fatato cercando di arrivare alla stanza della sua amata, sgattaiolava di qua e di la senza farsi notare. Come in un film. Già sento la musica. Una parte dello “Schiaccianoci” di Tchaikovsky (per l’appunto il video sopra). Aspettava che il grande orologio della sala centrale rintoccasse la mezzanotte per coprire i passi sul pavimento di legno cigolante. Con occhio circospetto e udito aguzzo pregustava il momento in cui si sarebbe ritrovato tra le sue braccia. Cercava la stanza tra il buio del corridoio. Conosceva molto bene quel castello – lo frequentava diuturnamente il giorno per altri affari. Ma la notte no, i suoi scopi erano tutt’altri. Contava i solchi in gesso tra una porta e l’altra, erano giusto 6 prima della sua amata, Elis.

Una volta fuori la porta bussò con un impercettibile tocco delle nocche sul legno vecchio e ruvido. Elis lo sentii e lo aprì. Quasi scappò una risata dai loro volti ma sapevano di non poter far rumore perchè si sarebbero svegliati i due cani da compagnia (Leoncino ed Orecchie lunghe), ma soprattutto il padrone di casa. Si sentivano solo i rumori della notte, l’orologio, il sonno pesante dei vari inquilini e i rumori stridenti del palazzo come voci distanti, ogni tanto una carrozza che passava. Dovevano far piano, nessuno poteva saper di loro, era un tabù, una proibizione, e bastava saper quello per motivarli a continuare a vedersi.

Man mano che si avvicinavano dai loro corpi penzolavano i vestiti come quando osservi le foglie cadere in un pomeriggio d’autunno. Oramai solo due centimetri li dividevano. Le candele all’inceso sparse per la stanza creavano un’atmosfera perfetta. Isolarono tutti i suoni intorno a loro. Lui riusciva a sentir bene il respiro intenso di Elis, quasi giurò di sentir battere il suo cuore. Per qualche secondo restarono fermi a guardare i reciproci corpi come se volessero aspettare che l’altro facesse una mossa. Poi, alzarono una mano, la dilungarono una verso l’altra incrociando le dita. Poi l’altra. Alla fine si strinsero in una fervida morsa ardente iniziando a baciarsi, baci lenti, quasi spenti, ma irruenti. I loro occhi si incrociarono continuamente come se volessero dar espressione del loro essere più gli sguardi stessi che i continui contatti. Il loro legame? Indissolubile. Potevano restar l’uno dinanzi l’altra scrutandosi per ore con altre mille e più persone attorno godendo da impazzire. Erano le loro menti a germogliare e maturare il frutto della passione. Anche distanti sapevano che quel tempo serviva solo ad accrescere e procrastinare il loro desiderio.

Si spostarono dall’altra parte della stanza, sul divano accanto al letto, era quello meno rumoroso. Nelle successive due ore il nostro principe azzurro e la sua Elis consumarono i loro più intimi desideri, fino all’estremo delle forze, fin che si poteva. Alla fine subentrò la stanchezza. Si trovarono nel letto a parlare, a raccontare sottovoce gli aspetti della giornata appena conclusa e soprattutto di come qualche notte qualcuno li avrebbe notati facendo svanire quel bel sogno che rivivevano spesso, oramai da tempo. Ma ogni notte, puntualmente, il nostro principe alle quattro doveva scappar via per riprendere il suo posto e prepararsi ad una nuova giornata reale. Ed è a quel punto che si immedesimava nei più arditi dei ladri ( Lupen ). Ogni notte mettevano all’opera un piano per far scappare via il povero principe. Era facile accedere al castello, ma era ben più difficile uscirne non potendo servirsi nuovamente dei rintocchi dell’orologio.

Mentre la dolce amata passeggiava tranquillamente per casa attirando l’attenzione di chi in quel momento era sveglio il nostro principe sgattaiolava nuovamente di stanza in stanza attraverso i corridoi. Aspettava nell’atrio fino al passaggio della carovana mattutina per aprire il grande portone all’entrata senza destare sospetto. Quelle azioni erano diventate così consuete che oramai riuscivano a farlo in brevissimo tempo.

L’incontro tra i giovani continuò fino al giorno in cui tutto ciò divenne abitudinario, ed è proprio in quel momento in quel momento svanì l’incanto.

Chissà dove sarà ora il nostro principe, e chissà se avrà trovata un’altra amata compagna di vita. Ed Elis con il grande castello? Avrà trovato sicuramente un altro principe azzurro. Prima o poi qualcuno la farà diventare regina.

RudiExperience

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