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Un altro Me

Con la musica a palla… Torno a casa, tutto sudato, sono uno straccio, mi sento una pezza. Dovrei farmi una doccia e andare a letto coccolandomi tra le lenzuola e dormire fino a domani mattina ma non posso ora. Non posso andarmi a lavare prima di scrivere. Ho l’adrenalina a mille che circola ancora in corpo. Accendo il Pc. www.youtube.it. Già so quale canzone andrò a scrivere nella ricerca, è sempre lei, la solita che sento, la solita per caricarmi… “Are you gonna be my girl” dei Jet. Non la conoscerà quasi nessuno ma come mi tira su questa canzone non ci riesce nessun’altra.

E mi tornano in mente tante cose. Ed ho voglia di scrivere. Un’altra te? No! un altro me… più di prima, più che mai… A un certo punto si è stanchi di veder gli altri decidere per te. Si è stanchi di subire le scelte degli altri senza prenderne delle proprie. Si è stanchi di aspettare che il destino ti dia una mano. Un amano per cosa? Lo ripeto per l’ennesima volta. Siamo solo noi gli artefici del nostro destino.

Questa sera mi è apparsa all’improvviso. Sono al pc cazzeggiando come tante altre persone, come tante altre sere. Poi mi giro e lo vedo. E’ l’iPod Nero che mi chiamava. Che diceva “Ti ricordi di me?”. Ed io ho risposto alla sua chiamata. Ho visto se la batteria era carica. Ho scaricato la nuova playlist, ho indossato le cuffie Aero, una tuta, le mie Vomero e di nuovo la, dopo un anno, dopo gli infortuni, dopo le delusioni. Chiudo la porta di casa, lascio i cellulari sul tavolo. Due minuti di stretching per farmi fesso e nuovamente a battere l’asfalto che in passato ho consumato. I tempi non sono gli stessi, neanche i chilometri… oggi ne bastano cinque, l’importante non era quanti chilometri fare, l’importante era farli. Tornare di nuovo a far circolare la voglia di andare avanti. Far circolare un sorriso che mancava da tempo… E mi ritrovo qui, davanti ad uno schermo, dinanzi a voi a scrivervi con il sorriso sulle labbra, senza chiedere nulla dalla vita, ben sapendo che la fuori c’è un mondo che mi aspetta… un mondo che sarà mio almeno fino a quando non passarà l’effetto, ma son sicuro che ritornerà ad essere mio ogni volta che calpesterò quell’asfalto, ogni volta che butterò sangue e sudore per una cosa che voglio, per una cosa che mi fa sentire come non mi sono mai sentito in vita mia.

Vi lascio con questa splendida canzone.

Alla prossima esperienza.

RudiExperience

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  1. Luigi
    12 marzo 2011 alle 14:24

    “Lascio i cellulari sul tavolo”? Voglio una foto o non ci credo…

    • 12 marzo 2011 alle 19:12

      Ahah! Poi lunedì ti faccio vedere 😛
      Stiamo per passare a 2 cell. tra un annetto forse scenderò ad 1. 😀

  2. marianna
    8 marzo 2011 alle 01:32

    bravo rudiiiiiiiiiiiii,così si fa,si mangia l’asfalto…

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